venerdì 19 febbraio 2016

[Cinema]: Kahlil Gibran's The Prophet


Quando l’amore vi chiama seguitelo,sebbene le sue vie siano difficili ed erte e quando vi avvolge con le sue ali cedetegli,anche se la lama nascosta tra le piume potrà ferirvi.[...]Ma se siete timorosi e nelll’amore cercate soltanto la tranquillità e il suo piacere, allora meglio per voi che ricopriate le vostre nudità allontanandovi dall’aia dell’amore,nel mondo senza stagioni dove riderete ma non di tutte le vostre risa e piangerete ma non di tutte le vostre lacrime.

L'amore evocato con persuasività e delicatezza klimtiana. Questo, ma non solo, è racchiuso in 95 minuti d'animazione, suddivisibili in 8 corti. Kahlil Gibran's The Prophet è un approccio semplice ad una spiritualità innata. Un "macro-dipinto" entro cui si muovono speranze e paure di personaggi a tal punto realistici da divenire tangibili.



Per le strade di Orphalese, Mustafa (libero dopo 7 anni di prigionia) viene scortato in direzione del porto.E' il momento dei saluti, delle ultime conversazioni e degli incontri con ammiratori mai abbastanza sazi.Tra questi, una maldestra e instancabile Almitra.
 
In 48 ore si assiste ad una maturazione, dei protagonisti quanto dell'osservatore: inevitabilmente attratto da insegnamenti dall'aria complessa, resi un gioco attraverso le immagini.Tra un acquerello ed un tratto grezzo di matita, si segue lo stesso vorticoso volo dei gabbiani, scovando un po' di sé tra concetti appresi ma mai espressi.


"Quando vi separate dall’amico non rattristatevi:la sua assenza può chiarirvi ciò che in lui più amate,così come per lo scalatore la montagna appare più chiara dalla pianura."

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