mercoledì 18 maggio 2016

Surrogati di Wile E. Coyote


Quante volte avete dubitato della prima soluzione data ad un esercizio banale?
E quante altre vi siete lasciati andare a voli pindarici senza capo né coda incapaci di portare a termine una discussione altresì semplice?

Il quotidiano, la vita scolastica e professionale, ci hanno indotti ad attivare una visione contorta di ciò che "è stupido" o, meglio, di ciò che a tutti i costi vogliamo ritenere tale.
In quest'ottica, la soluzione suprema è quasi sempre la strada irta  di ostacoli; uno spreco di energie ingiustificato anche dal fine.

Vi è mai capitato di guardare un programma di cartoni animati intitolato <<Bip-bip>>?
Vi invito a riflettere su come questo programma non faccia altro che proporci le gesta di un personaggio, il coyote, funzionante all'interno di un sistema che ha l'interessante ruolo di Natura matrigna, un personaggio che incessantemente, disastrosamente, persegue un oggetto/scopo -ossia l'uccello eponimo del programma- il cui valore è assai inferiore rispetto a quello dello sforzo e delle risorse che il protagonista investe nella sua ricerca.
Essendo evidente che il coyote dispone di consistenti risorse finanziarie, perché mai anziché dilapidarle per travestirsi da struzzo femmina e comprare catapulte e costruire razzi esplosivi e preparare polpette da struzzo farcite di veleno radioattivo non le impiega per andare a mangiare al ristorante cinese? Non sarebbe, forse, molto più semplice ed economico?


Costantemente intrappolati in labirinti come proiezioni di stati mentali.

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