lunedì 11 luglio 2016

Estetismo e artificio della fotografia



Tra le possibili forme dell'arte, la fotografia è la mia podista.
Preserva la curiosità infantile di chi scatta e rende indelebile un gioco di luci e ombre altrimenti momentaneo.

Se potessi, mi trasformerei in una superficie riflettente al solo fine di catturare e non essere mai catturata.
Per farlo, mi concederei quel lungo lasso di tempo denominato "conoscenza" in cui raccogliere figurine mentali di caratteristiche ed espressioni da presentare al mondo, prive di artefici.

Facciamo un gioco.
Pensate alla vostra vicina di casa, ad esempio.
Quella che incontrate dopo cena per le scale, imbarazzata dalla tenuta casalinga e dalla mole di sacchetti di spazzatura da condurre oltre l'uscio.
Quella che sorseggia il caffè in pigiama, baciata dalla luce dei primi raggi solari, priva di trucco e con gli occhi ancora assonnati.
Ora immaginatela in una sala arredata di luci e pannelli, intenta ad inventare pose scultoree e chiedere modifiche in post-produzione perché "quella smagliatura proprio no, toglimela!".
La riconoscereste? Sarebbe ancora lei?

Arrivo fin qui per la caduta di un mito: non credo più alla diretta corrispondenza tra bellezza e fotogenicità.

L'avvento del digitale, delle schede di memoria, dei programmi di grafica e dei social network, ha avviato la corsa ai ripari dalla "Sindrome da foto profilo".
Del resto, nessuno conoscerà mai il quantitativo di foto cancellate per poterne salvare una sola né il numero di filtri sovrapposti e di modifiche apportate.
Tutti fotografi e tutte modelle,poi le incontri per strada e non le riconosci.

Tutto ciò perché non si tratta solo di un tasto da premere ed un'immagine da inquadrare.
Fotografare persone, a meno che tu non lo faccia per pubblicizzarti o per professione, è una sfida che richiede tempo.
Un modo per immortalare a tutti i costi ciò che i tuoi occhi vedono e non quel che si pretende di standardizzare.

Da qui, ho raggiunto due conclusioni importanti (anche per me, sì):
-Meglio essere che apparire -> Photoshop non deambula con noi.
-L'autoironia porta con sé più sicurezza di una sfilza di pollici in su.

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