domenica 11 dicembre 2016

[Eventi]: L'Artigiano in Fiera 2016

Dicembre.
Il mese della giacca mai troppo pesante, dei negozi sempre aperti per la corsa ai regali, della frutta secca con il pandoro e delle mie promesse da marinaio.
"Giuro che questa volta non mi fregano più, io non ci torno. Troppa confusione, troppo caldo, troppe persone con valigie vuote che si fanno spazio a spallate e passeggini sui piedi...no, no, fuori discussione".
Serve specificarlo?!
Per il sesto anno di fila, rieccomi all'Artigiano in Fiera.

Per chi non conoscesse questo evento, si tratta di una fiera (ma va?!) dislocata a Rho-Pero che, sin dal '96, pone la propria attenzione su prodotti artigianali ed autentici provenienti da ogni parte del mondo.
Cinque grandi padiglioni ospitano Italia, Europa, Africa e Medio Oriente, Asia, America e Oceania per garantire un viaggio del mondo in nove giorni-più che in ottanta- tra culture, spettacoli, cucina ed oggettistica.
L'esposizione è facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici sia a partire da Malpensa che da qualunque regione italiana, anche grazie al migliore collegamento concesso dall'Expo.
L'unica "pecca", se vogliamo definirla tale, è l'immaginabile quantitativo di persone interessate e, talvolta, la difficoltà a salire sui treni ma anche semplicemente ad effettuare uno spostamento a piedi.

Profumi, colori, CALDO ed atmosfere sempre diverse accolgono i viandanti conducendoli tra corsie di stand ricolmi di cose interessanti.
Una volta dentro è impossibile non desiderare avere un portafogli a fisarmonica e *prendere tutto*.
Un assaggino qua, uno là, provo quella crema, mi fermo per un tè, sgranocchio patatine in Olanda e Trdlo in Ungheria, annuso profumi di Grasse e mi aggrego a una tarantella.
E' talmente vasta e poliedrica da non annoiare neppure a distanza di anni.
Inoltre, data la vicinanza alle feste, consente di scovare regali originali ed unici, senza affidarsi a spedizioni lunghissime e sòle da ritardatari.

Teinomani incalliti, munitevi di olfatto e pazienza.
Gli espositori dedicati sono tantissimi (suddivisi tra Nepal, Italia, Giappone e Marocco) ed i prezzi, tutto sommato, seguono di pari passo la qualità offerta.
Non posso negare la ripetitività di molti elementi ma, complici la grandezza e la maturazione individuale, ogni anno riesco a farmi affascinare da qualcosa di nuovo.
In una carrellata di fotografie ed accenni tenterò di portarvi con me:



In Francia ho scoperto per la prima volta le "Figlie del vento", scientificamente riconosciute come Tillandsie. 
Si tratta di piante senza radici che acquisiscono il loro principale nutrimento dall'umidità e dal pulviscolo dell'aria -per tale motivo vengono presentate come "depuratori naturali".
Come immaginabile, vivono meglio all'aperto: in condizioni di luce ed umidità ideali. 
Sotto controllo, però, possono essere tenute anche in casa, accanto ad una finestra e vaporizzate almeno una volta a settimana con acqua minerale non calcarea.
Tra le varie presenti, dotate di sospensore, ne ho scelta una confusionaria: tra il rosso ed il verde, più simile ad una medusa che a qualunque altra creatura. 


Sarà una deformazione alla Mission Impossible per cui *calarsi dal soffitto è meglio che stare con i piedi per terra* ma non riesco a negare la mia fissa per tutto ciò che è sospeso. 
Così, elementi d'arredo all'orientale hanno più volte richiamato la mia attenzione. 

Menzione d'onore per le Tornado Potato in cartoccio (squisite sia con mix di spezie indiane che con peperoncino dolce) e per il té dei Tuareg che, oltre a favorirci la digestione (indispensabile!), ci ha concesso una pausa in un fiabesco angolo di Marocco.

Con la pancia piena, la giaccia impregnata come fritta nell'olio di McDonald e con piccole ma piacevoli soddisfazioni, torniamo a casa.
Prima di chiudere il post ed assaggiare uno dei té di cui ho fatto incetta, vi lascio una *Guida all'Artigiano in Fiera for Dummies*, raccogliendo elementi sia personali che "statistici":
-Portare con sé uno zaino capiente: non per forza per gli acquisti ma soprattutto per giacche, sciarpe e guardaroba da omino Michelin
-Favorire una fascia oraria pomeridiana in giorni infrasettimanali purché non Sant'Ambrogio o l'Immacolata
-Se incuriositi da cucine di paesi lontani, meglio raggiungere la fiera nei primissimi giorni d'apertura (date le esperienze passate con retate a suon di alimenti scaduti).
-Munirsi di una dose infinita (ma veramente infinita) di pazienza. 

8 commenti:

  1. Mi attira molto la fiera. Ogni anno mi dico: dai, ci vado. E poi non succede mai. Pigrizia, lavoro, mancanza di soldi.
    Prima o poi. Giusto per sognare di fare un sacco di acquisti e poi non farli!

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    1. Mi rivedo moltissimo in quell'ultima frase.
      Tante, tantissime cose interessanti acquistate solo mentalmente.
      Anche se a mani vuote, vale la pena d'essere vista almeno una volta

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  2. Un grande post. Colorato e accattivante.
    Ciao.

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    1. Grazie mille Gus, gentile come al solito!

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  3. Quando una sa scrivere io lo dico. Constatazione e non gentilezza.

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    1. Doppiamente un piacere ricevere un così bel complimento

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  4. Sto vedendo le foto di voi colleghi blogger.
    E' un peccato che me la sono persa...

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    1. Ormai credo sia un sempreverde.
      Avrai tempo per rifarti il prossimo anno :3

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