lunedì 2 gennaio 2017

Confessioni On the road: 2017

Vorrei che l'anno fosse considerato ciclico, preferendo il naturale susseguirsi delle stagioni piuttosto che vivere, a blocchi, la successione lineare e standardizzata dei mesi.
Il 31 dicembre è il giorno dell'ansia da prestazione.
Pare sia indispensabile organizzarsi mesi prima per avere un cenone impeccabile, una scorta di alcolici all'altezza delle aspettative ed il contesto più divertente e sfasciante di sempre.
Alla luce della nostra natura, così volubile e influenzabile, come si può dare per scontato che un dato giorno (più di tutti i trecentosessantaquattro precedenti) tutto vada come previsto ed anche l'umore sia quello giusto?!
Se solo i ristoranti non prendessero prenotazioni a partire da Ferragosto (con un menù fisso che guai a a chiedere una variazione), se solo non esistessero i gruppi whatsapp "CAPODANNO 20.." e non fosse necessario darsi un tono festaiolo non privo di intimo rosso-sufficientemente ubriaco ma abbastanza sobrio- io deciderei all'ultimo momento.
"Stasera cosa voglio fare?" e STACCE.
Senza fagocitare un menù di carne con un'allergia improvvisata alle proteine animali, senza lanciarsi in pista in una serata revival anni '90 desiderando il twist & shout di qualche decennio precedente, senza assumere la posa da "fatal-casual-chessoiocosa" con la sola volontà di vagare in vestaglia e pantofole come Jack Nicholson in The Departed e "Ce l'hai qualche vestito a casa o ti piace girare come se dovessi invadere la Polonia?".
Pare un discorso anarchico da sbronza in solitaria ma, insomma, mi piace quest'aria autorevole da *pippone ad un pubblico inesistente proferito dal balcone di casa*.
Che poi non ho ancora maturato un'idea su quale sia il modo più SSSSPUMEGGIANTE per skippare l'anno in corso ed approcciarsi al successivo.
Sarà un po' la storia "quel che fai a capodanno fai tutto l'anno" per cui si dovrebbe: studiare per essere universitari modelli e non condannarsi a valangate di sfiga sulle sessioni a venire, lavorare per assicurarsi uno stipendio duraturo,  mangiare per non rientrare tra le battute dei Simpson dopo pranzo in Africa, seguire pulsioni fisiologiche...e desiderare una giornata da 72 ore per riuscire a fare tutto programmandosi un ricovero post-traumatico.
Vabè, ora che mi avete immaginata con una trombetta a lingua (ovviamente forata) ed un cappellino di cartone glitterato (perché non la confezione vuota del pandoro?!) vi dico che improvvisare è bello perché più costruite più è probabile un crollo.
Il freddo, i fuochi d'artificio di 13 comuni diversi ed il papillon abbandonato sul comodino hanno un perché.
Spero che anche voi possiate sfrecciare su una Giulia Spider costeggiando il mare: occhiali da sole a coprire le occhiaie che mai dovrete giustificare e la colonna sonora di Amarcord ad abbracciare il tramonto.
Questa è una lettera al mio 2017, a tal punto aperta da non essere inchiostrata.


8 commenti:

  1. Ahaha è vero che se ciò che si fa a capodanno si fa tutto l'anno, allora si dovrebbe almeno lavorare.
    Ma noi mica siamo tipi che vivono per il lavoro e per produrre come schiavi del sistema, eh!
    E allora cenone sia, ma io lo organizzo alle 17 del 31 stesso XD

    Buon 2017!

    Moz-

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    1. Finalmente qualcuno che fa le cose alla mia maniera!
      Altolà il lavoro e ben venga il cenone organizzato all'ultimo momento con la giusta compagnia.

      Buon 2017 anche a te, Miki!

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  2. L'anno è troppo vecchio. Io direi di dimezzarlo, solo 6 mesi. Dico questo perché io ero impegnato in bilanci e consuntivi. Sai, V.M. dopo tre mesi c'era tutto da cambiare e può farlo solo un C.d.A. Allora sei mesi aiuta a manovrare con più agilità.
    Dovrò brevettare questa idea.
    Ciao.

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    1. Sei mesi potrebbero essere un buon compromesso, anche se dovrebbero ricoprire l'intera gamma di stagione o si avrebbero un'alternanza di anni "solo caldi e solo freddi".
      Supporterei il brevetto!
      Buona serata Gus

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  3. Arrivo casualmente su questo blog o meglio dopo il "Segui" di Google+. E mi fa molto piacere. L'articolo mi sembra alquanto originale perché mi da quella sensazione di libertà, dello stare al di fuori delle righe. Non seguendo canoni o regole standardizzate. Ma in tutta semplicità e libertà. Un augurio per un sereno e proficuo 2017.

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    1. Speravo davvero di lasciar trasparire questa sensazione e sono felice sia passata in tutta la sua semplicità.
      Grazie mille, non posso che ricambiare!

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  4. Meno male che questo capodanno ce lo siamo tolti dalle balls... Non sai che ansia arrivare alla sera del 31 XD
    Ma per fortuna finisce tutto dopo la mezzanotte. Se ne riparla tra 365 giorni!

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    1. Proprio quell'ansia!
      Incontriamoci al varco tra trecentosessantadue giorni ricordandoci di lasciare le zavorre di stress altrove e, come diceva spesso il mio prof di chimica, "Buonanotte al secchio!"

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