lunedì 11 settembre 2017

[Letture] Blankets

Ci abbiamo provato, lo garantisco.
"Domenica mattina ti aspetto alle 5:30 sotto casa mia. Andiamo al mare"
Poi il lavoro, poi l'orgoglio, poi il tempo e siamo stati catapultati nel periodo in cui uscire con una felpa non è mai male e il tè caldo sotto le coperte non è esagerato.
A proposito di coperte ho scelto il mese di settembre per leggere Blankets di Craig Thompson.


Ne avrete sentito parlare in mille salse diverse, un po' come me del resto.
In moltissimi l'hanno definito "Il fumetto della vita", quello da avere assolutamente e da ubicare sul comodino al posto degli essenziali da notte, ma ho scelto di affrontarlo con i piedi di piombo e l'ho preso in prestito in biblioteca.

Blankets è una via di mezzo tra il candido silenzio della neve e il caos della mente adolescenziale.
Fa sentire soli, compresi, abbandonati e confusi in un breve lasso di tempo che è poi la foga del lettore, impossibilitato a chiudere il volume ed accantonarlo.

Questo romanzo grafico (e di formazione!) è un'autobiografia resa poesia dalle illustrazioni.
Craig, il protagonista (e autore), ripercorre la propria vita dall'infanzia ai primi anni dell'età adulta passando attraverso il trauma dell'isolamento, dottrine e perplessità della religione cattolica e la prima, intensissima e deludente storia d'amore.
L'influenza della fede è determinante dalla prima all'ultima pagina, non è solo lo specchio di un'ideologia ma giustificazione e causa della gran parte degli avvenimenti.

Tra le pagine sembra di percepire sia le temperature sia i silenzi come se prendessero vita trascendendo il piano materiale.
Mi sono sentita improvvisamente bisognosa di abbracci e ho riscoperto, attraverso occhi diversi dai miei, l'importanza di scovare dei "simili": altri disagiati tra gli isolati, altri alieni.
Viene lasciato moltissimo spazio alla percezione dell'io confrontato a quello che la società vorrebbe, con tutte le limitazioni e le insicurezze derivate.
Il primo amore non è solo lasciar cavalcare ormoni e accogliere schiere di farfalle gastriche ma anche, e soprattutto, ritagliarsi una realtà parallela dove tutto funziona magicamente bene e non esistono difficoltà.
Craig ci si lancia a capofitto, compiendo tutti gli errori delle prime volte.
L'egoismo, l'ossessione e la crescita prematura lo inducono a mettere da parte punti cardine dell'infanzia e persino rivalutare tutti gli insegnamenti del catechismo e della Bibbia.
Se lo spazio lasciato ai sentimenti riesce a intenerire, tutti i dubbi esistenziali della seconda metà del romanzo diventano spunti di riflessione importanti.
L'apparenza è tutto ciò che resta di una realtà vista attraverso il filtro dell'innamoramento e la maturazione porta con sé la necessità di lasciare indietro e abbandonare, anche con un addio.



In Blankets si arriva vicinissimi ad un finale da "vissero felici e contenti" ma altrettanto facilmente ci si allontana, prendendo la strada del distacco definitivo.
Il passaggio dall'apoteosi alla denigrazione rende semplice immedesimarsi.
Come lettrice ho riscoperto la bellezza onirica dell'innamoramento così come il dolore e il vuoto della fine.
Tra le distese di neve, i ricordi bruciati e le passeggiate in solitaria prende vita la speranza insita nel cambiamento.
Non è così terribile cambiare strada, cambiare ideologia, cambiare sentimenti, guardare fuori e rendersi conto di essere ormai cresciuti.
"La fine della conoscenza del soffitto potrebbe non essere la fine del mondo".

Il timore causato da una graphic novel di più di cinquecento pagine passa subito in sordina e credo di poterlo classificare tra le opere più scorrevoli mai lette.
Le illustrazioni esclusivamente in bianco e nero sono semplici ma d'impatto per il livello di espressività.
I volti e le forme segnate dai corpi sono qualcosa di estremamente sinuoso che sembra d'essere al cospetto di una versione a fumetti di Klimt.
In sostanza vien voglia di trasformare in gigantografie la maggior parte delle tavole e tappezzarne un'intera camera.
Nonostante la tante recensioni lette e i (troppi) pareri ascoltati, è riuscito a sorprendermi con la profonda impronta religiosa data all'intera narrazione.
A primo acchito è un elemento a sfavore perché capace di appesantire e far distogliere l'attenzione dei più scettici.
Non mancano, difatti, rappresentazioni di Gesù, stralci della Bibbia, lezioni di catechismo e mentalità da ritenersi vecchie o estremiste.
Ripensandoci, però, la professionalità  sta proprio nel riuscire ad amalgamare elementi così ostici in un prodotto adatto a tutti senza mai sfociare in mancanze di rispetto.
Potrebbe non ricadere tra i vostri preferitissimi e addirittura ferirvi per il potere di alcune riflessioni ma, secondo me, è uno di quei titoli da inserire nella fantomatica lista dei "libri da leggere almeno una volta nella vita".



"Passa anche l'innamoramento e passa senza che te ne accorgi mentre stai lì fermo. Cambiare sentimento è importante ti rende scemo e meno ignorante"


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